Negli ultimi anni viaggiare per “paesi sconosciuti” è diventata utopia, grazie soprattutto ai dispositivi GPS, che permettono a chiunque di orientarsi e di poter raggiungere la meta in tempi minori rispetto al passato. Con l’avvento dei cellulari di nuova generazione e il crescente trend di unificazione tra cellulare e GPS questo fenomeno ha subito un ulteriore incremento.
I cellulari risultano attualmente solo un mezzo per fornire il servizio del GPS, così come potrebbe farlo un navigatore qualsiasi… l’idea di Alexandre M. Bayen è però di invertirne i ruoli, rendendo il cellulare fornitore di un servizio per il GPS. In una sperimentazione effettuata negli Stati Uniti si è quindi potuto osservare come i cellulari, che forniscono informazioni relative alla loro presenza in un dato luogo (caratteristica basilare per il funzionamento della rete, in termini tecnici il paging), possono restituire un resoconto del traffico in una determinata area.
Applicare su larga scala un processo del genere porterebbe indiscutibilmente a un miglioramento del servizio GPS, permettendogli di offrire non solo il “percorso più breve” o il “percorso con autostrade”, ma il percorso più breve a seconda dello stato del traffico in quel momento. Da un lato però è giusto interrogarsi sul come questa tecnologia possa essere implementata, sia dalle compagnie telefoniche sia da chi fornisce i servizi GPS: per preservare la privacy degli utenti uno studio accurato sul tipo di implementazione risulta indispensabile!
Pubblicato da BlackTopo