Il mercato delle batterie è uno di quelli in cui in questi anni si è giocata una silenziosa ma sempre attiva guerra tra produttori; tutte le nuove tecnologie mobili si basano infatti sulla capacità di questi elementi di fornire preziosa energia in uno spazio il più piccolo possibile. Tanto che molte volte il vero e proprio limite di molti prodotti mobili – e di conseguenza dell’utilizzo di alcuni software su di essi – è la durata della batteria.
Ora il MIT e la Texas Instruments pare abbiano realizzato una nuova tecnologia con la quale far funzionare tutti i componenti elettronici a una tensione minore, con conseguente miglioramento delle prestazioni. Non quindi un miglioramento diretto sulla batteria, ma sull’elettronica che utilizza l’energia da essa fornita. Come riportato da Le Scienze infatti, il nuovo chip permetterebbe di lavorare a una tensione molto inferiore (da 1V a 0,3V), ampliando notevolmente la durata della batteria dei dispositivi elettronici mobili.
Il grosso problema di questa tecnologia si nasconde dietro due problemi: uno puramente economico, ovvero la riprogettazione di tutti i componenti logici attuali e la loro immissione in tutti gli applicativi elettronici, e l’altro puramente tecnologico, dettato sempre dal funzionamento delle porte logiche. La tensione di lavoro di un volt non è infatti casuale nell’elettronica odierna, ma dettata dal cattivo funzionamento di queste a tensioni più basse (in questi casi è infatti più difficoltoso riconoscere il corretto valore logico assegnato alla porta).
Secondo gli scienzati si avranno applicazioni di questa nuova scoperta entro cinque anni, nel mentre non ci resta che aspettare e sperare magari anche in una rivoluzione per quanto riguarda le batterie.
Pubblicato da BlackTopo